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Mai per amore. Mai per adorazione. Proprio mai!

Ieri per me è stata una giornata densa, sul fronte della Questione della Condizione Femminile. La RAI ha dato il via ad una serie di fictions intitolata “Mai per amore”, che tratta della violenza di genere.

Il primo film aveva come tema lo stalking: una studentessa universitaria si innamora di un fascinoso professore, ma si accorge ben presto che lui ha una personalità disturbata ed è maniaco del controllo. Dopo molteplici violenze subite, trova la forza di lasciarlo, ma sprofonda in un incubo quando lui continua a perseguitarla, impedendole – di fatto – una vita normale.

 

Ricordo che lo stalking, da noi, è reato solo da un paio d’anni e che qualcuno prova a farlo passare come una comprensibile reazione all’abbandono. So che avete sgranato gli occhi, so che molti e molte di voi hanno ancora molta fiducia nel genere umano. Eppure è così. Ci sono scemi che pensano che le reazioni violente, nell’uomo in quanto maschio, siano naturali.

Sono abbastanza stufa di sentire la bestialità spacciata come giustificazione e mi domando come mai gli Uomini Pensanti non si ribellino al modo in cui gli altri difendono la categoria (con inconfondibile rumore di artigli che strisciano sugli specchi).

Comunque, vedo di buon occhio l’iniziativa della RAI e no, non ho paura che il genere maschile ne esca infangato o che simili personaggi generino emulazione. Cosa può esserci di peggio dei telegiornali? Spero invece che tante donne, vedendo sugli schermi storie che possono rispecchiarsi nelle loro, trovino la forza di aprire gli occhi, denunciare, allontanarsi dai compagni che le trattano male. Spero che la coscienza pubblica si avveda che c’è bisogno di informazione e, soprattutto, di una nuova educazione per i più giovani. Affinché presto, il più presto possibile, questi incubi restino confinati alla celluloide.

La strada è ancora in salita, però.

Sul blog “Un altro genere di comunicazione”, infatti, sono apparse alcune segnalazioni che mi hanno fatta riflettere parecchio.

La prima riguarda un articolo scritto da Massimo Fini (fino ad oggi non sapevo chi fosse e in questo caso avrei preferito la Beata Ignoranza) il quale sulla versione cartacea de “Il Fatto Quotidiano” ha scritto un articolo dal titolo “L’ossessione per la donna”. Una vergogna in inchiostro che “Il Fatto” avrebbe dovuto buttare nella spazzatura, altro che pubblicazione.

In sintesi, questo incredibile pezzo di bravura (Ironic mode: ON!) delinea la violenza di genere come motivata da un galoppante senso di inferiorità dei maschietti nei confronti del Divino Genere Femminile, “colpevole” di poter partorire. In pratica uno ti mena e ti violenta perché ti adora. Eccerto. Ma non è finita: si finisce – in caso di stupro – per dar la colpa alle donne. Essì.

Tenetevi forte, perché parte il Festival della Cazzata:

Infine, anche se il campo è minatissimo  perché attiene proprio alla libertà individuale, troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da ‘vispe terese’. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò. Girare al largo dei ‘pastori macedoni’, pieni di alcol e coca, con i freni inibitori abbassati come le loro brache, che circolano nelle zone d’ombra intorno alle discoteche, non è pruderie moralistica, ma elementare prudenza.”

 Vorrei ricordare a tutti che il caso a cui fanno riferimento queste righe si rifà alla strage della Maiella, dove tre ragazze sono andate a fare una escursione e sono incappate in un mostro. Due sono state violentate e uccise, una si è salvata per miracolo.

Ma facevano le Vispe Terese, capito? Così come faceva la Vispa Teresa la ragazza violentata e quasi uccisa a Pizzoli. ‘A Fini ma dove vivi? Te la do io la Vispa Teresa!!!

Per approfondimenti ed ogni altro commento vi rimando QUI  e QUI.

L’indignazione è per motivi diversi ma ha il suo perché in entrambi i casi. Purtroppo vi tocca leggere anche i commenti di quelli che io chiamo UNP = Uomini Non Pensanti, ma è un bene vedere dove la scemitudine umana raschia il fondo in Italia.

Se non siete ancora stanchi, la seconda segnalazione che volevo sottoporvi riguarda un articolo di Adriano Sofri su La Repubblica. (sì, sì la so la cosa di LOTTA CONTINUA, non rompete, non è questo l’argomento). Mi piacerebbe riprodurlo in toto, perché lo merita, ma in rispetto del copyright  ECCOLO QUI.

L’ho letto più di una volta, ieri, ed avevo la pelle d’oca.

Sofri prova ad indagare – senza alcuno sconto – la mentalità primordiale:

 “…L’uomo è cacciatore, si dice: il cacciatore gode di scovare la preda, inseguirla, braccarla, catturarla – e farla finita. Al centro del millenario addestramento dell’uomo maschio sta il desiderio, e la certezza del diritto naturale, di possedere la donna. E’ una metà della cosa: prendi la donna, la chiudi a chiave, la usi, la fai figliare e lustrare stivali, la bastoni ogni tanto, perché non si distragga dall’obbedienza, come fai con gli altri animali addomesticati. L’altra metà della cosa sta nella sensazione che la “tua” donna ti sfugga, anche quando l’hai riempita di botte e di moine, che il diritto di possederla è eluso da un’impossibilità. Non c’è carceriere che possa voltare le spalle tranquillamente al suo prigioniero. Non c’è prigioniero più irriducibile della donna…”

 E’ difficile ammettere che questo “ragionamento” esca da un uomo e non da un gorilla. Sofri dice di sapere di aver scritto un abominio, eppure pensa che si avvicini alla verità. E’ questo che mi fa venire i brividi. Capire che c’è qualcosa di vero. Qualcosa non certo così dichiarato, non così terribilmente limpido. Ma ambiguo, strisciante. E il cercare di pararsi il…sederino dietro una presupposta “importanza femminile” in quanto essere angelicato, genere dedicato solo ed esclusivamente alla cura, fulcro della famiglia…ma per favore, non è che una gabbia. Possibile che sia così difficile per molti (e per molte!) vederla?

Riflettiamo, gente, riflettiamo.

PS: in questa valle di pensieri nuvolosi  si staglia come un faro nella notte la mia deliziosa mamma che ieri, durante la scena finale del film che rappresentava una terribile lotta tra la protagonista e il suo persecutore all’interno di un  garage, faceva un tifo da Wrestling gridando: “Dagli il crick sulla testa! Dagli il crick sulla testa!” Impagabile. 🙂

»

  1. Massimo Fini è recidivo. Non so perché scriva sul Fatto invece che su Libero.

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  2. Ah ah ah, ma neanche quelle: finirebbe per suggerire di comprare qualcosa di velenoso da somministrare alle mogli…;)

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  3. Oddio, avevo subodorato qualcosina di questo filosofone di Fini su Facebook, ma non avrei mai pensato che arrivasse a queste vette d’incompetenza umana.
    Io di amici ‘Uomini Pensanti’ ne ho, solitamente s’indignano così come faccio io… il problema è che chi fa scalpore non è la ‘persona normale con opinioni normali’, ma il cretino che sputa inchiostro su una pagina. Infatti si parla di Fini. Non è una critica al fatto che se ne parli, eh, sia chiaro xD Solo che beh, funziona così.
    Tralasciando il fatto che in Italia tanti e tanti ommini vengono educati fin da piccoli a vedere la donna come la mamma che gli spazza il deretano, perciò figuriamoci.

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    • Guarda, anche la filosofia che seguo (Pensiero Positivo, Ho’Oponopono etc etc) mi dice che il miglior modo per cancellare un problema è smettere totalmente di concentrarvisi e infatti a volte sono tentata di lasciar correre. Anche io conosco tanti Uomini Pensanti e – grazie al cielo – ritengo che siano la maggioranza, tuttavia ci sono casi in cui proprio non riesco a lasciar perdere. Penso che il “femminismo” sia mal considerato e se è così lo è perché gli UNP hanno fatto una vera e propria campagna diffamatoria (cerca gli articoli sul cosiddetto “nazifemminismo” e ammira quanto non hanno capito niente, né vogliono capire!). Perciò ne parlo anche io. Ne parlo di fronte a fatti che mi lasciano, tuttora, a bocca aperta e con le braccia slogate dal disappunto. Perché – appunto – ho una certa fiducia nel genere umano, perciò quando sento e leggo certe cose mi sembra così assurdo che mi devo sfogare! 😀

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