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The Secret, di Rhonda Byrne (e autori vari)

Ho pensato a lungo se parlare sul blog di questo libro. Il motivo è semplice: quando lo propongo ai miei amici ricevo – nel migliore dei casi – sguardi di divertita incredulità. Anche facendo ricerche on line, si ottengono risultati agli antipodi: chi grida alla truffa clamorosa e chi al miracolo, chi darebbe alle fiamme fino all’ultima copia e chi la conserva in un posto speciale nella libreria di casa, tutta circondata da candeline profumate.

Ma che cos’è questo libro misterioso e perché fa tanto parlare di sé?

 “The Secret”, scritto da Rhonda Byrne e pubblicato in Italia da Macroedizioni , è un manuale di auto-aiuto incentrato sulla filosofia per nulla nuova del pensiero positivo e, più precisamente, affonda le sue radici nella filosofia del New Thought di Charles Haneel e Wallace Wattles. Attinge inoltre a piene mani dagli insegnamenti dei coniugi Esther e Jerry Hicks e della loro cosiddetta entità guida, il gruppo ABRAHAM. Costoro erano infatti il fulcro del libro/documentario nella sua prima stesura, ma poi uscirono dal progetto per divergenze filosofiche (e – si suppone – economiche).

Il “segreto” di cui leggiamo nel titolo corrisponde alla cosiddetta “Legge di Attrazione” che si basa su alcuni punti essenziali:

1)      i pensieri hanno una frequenza ed agiscono come calamite, attirando i propri simili. Quindi un pensiero negativo né attirerà uno altrettanto brutto mentre i pensieri positivi si attraggono l’un l’altro.

2)      L’insieme dei nostri pensieri forma una “vibrazione” che viene colta dall’Universo, il quale si mette in sintonia con noi.

3)      La vibrazione si ottiene non con il semplice “pensare”, ma grazie anche alla “sensazione”. Quando riusciamo ad ottenere la sensazione che desideriamo (ad esempio la felicità per aver ottenuto un aumento di stipendio anche se l’aumento non ci è ancora arrivato), mandiamo un messaggio all’Universo che lo recepisce.

4)      L’Universo manifesta il nostro desiderio.

 Tutto ciò che abbiamo (o non abbiamo) nella nostra vita, dunque, deriva dalla nostra mente. Qualcuno dei maestri di “The Secret” azzarda anche una teoria pseudoscientifica basata sulla fisica quantistica, ma io non sono una scienziata, perciò eviterò qualsiasi riferimento ad essa.

Questo libro mi è  piaciuto per più di un motivo: innanzi tutto i consigli che dà per sintonizzarsi su una frequenza positiva sono semplici, ma efficaci. E se ad alcuni può sembrare la scoperta dell’acqua calda, a me fa piacere che ci sia qualcuno a “ricordarci” che a volte basta ascoltare una bella canzone per cambiare l’umore e da quel punto è necessario concentrarsi su ciò che di positivo la nostra mente fa affiorare, per esempio un bel ricordo o il sorriso di qualcuno. Ovviamente la “filosofia” va molto oltre ed è stata perciò oggetto di critiche feroci e circostanziate che non mi sento di ignorare. Mi piacerebbe però spiegarvi perché, nonostante io sia pienamente consapevole che molte di queste critiche hanno un fondamento, riesco ad apprezzare comunque il testo e consiglio di leggerlo a tutti.

 Critiche e…controcritiche

Non c’è alcuna dimostrazione del fatto che i pensieri abbiano una frequenza, perciò la base scientifica crollerebbe.

No, non ve n’è alcuna. Tuttavia la Scienza non riesce ancora a spiegare tutto, soprattutto per quanto riguarda le potenzialità della mente umana. Senza stare a scomodare la teoria secondo cui usiamo solo una percentuale delle capacità del nostro cervello, mi sento di mettere in campo l’effetto Placebo ed i benefici che un malato può trarre dalla CONVINZIONE di prendere una medicina efficace. Se la mente non avesse alcun effetto sulla realtà, come si spiegherebbero fenomeni del genere? Mi è perciò facile credere che possa esserci qualcosa di “simile” ad una frequenza. D’altronde non è forse vero che quando ci arrovelliamo su qualcosa che ci preoccupa il problema ci appare sempre più insormontabile? Ebbene, ho sperimentato anche il contrario: mi è capitato di provare un dispiacere e di tentare con tutte le mie forze di pensare a qualcosa di positivo ed il risultato è stato non solo di passare una giornata migliore di quanto non sarebbe accaduto se l’avessi trascorsa lamentandomi, ma di aver trovato quel dispiacere assai diluito. Ed in poco tempo il problema si è risolto!

 The Secret parla di come attrarre a sé soldi e macchine: è troppo materialista!

Innanzi tutto questa non è una affermazione vera al 100%. Vero è che si parli spesso di benefici materiali, come il riuscire a far manifestare la casa dei propri sogni, o un’automobile nuova, o semplicemente soldi…ma si tratta di esempi. Con oggetti materiali  è molto più semplice esemplificare le tecniche di visualizzazione. Inoltre, se devo essere sincera, non mi dispiace un incoraggiamento a raggiungere anche qualcosa di materiale, nel senso che tutte le religioni e le filosofie che conosco promettono la felicità in un’altra vita. Questa invece dice che possiamo provare ad essere positivi e a godere di ciò che abbiamo e che ci viene donato qui ed ora. Non mi sembra così scontato. E chi di noi non ha mai sognato anche  una bella casa, o di non avere problemi economici?

 E’ una truffa ed è pericoloso! Dice che si può guarire da malattie anche gravi con la forza della mente!

Ecco, questo non è affatto vero. Laddove si parla di salute, viene detto esplicitamente che non bisogna assolutamente rinunciare alle medicine e alle cure mediche tradizionali in favore della Legge di Attrazione. Vi è anche però la convinzione che un aiuto al morale possa essere quasi miracoloso ed è scientificamente dimostrato che una terapia ha più successo se coordinata ad un atteggiamento mentale propositivo e non disfattista.

 Il segreto non può funzionare perché i desideri di uno possono entrare in contrasto con quelli di un altro.

La persona del CICAP che si è addirittura scomodato a fare questa obiezione (NB: io rispetto moltissimo il CICAP ed apprezzo il loro lavoro!!!)  forse ha dimenticato di leggere la parte in cui si spiega che un eventuale contrasto può esser creato solo dalle nostre menti, con la convizione limitante che non ci siano abbastanza risorse per tutti. Ma l’Universo di The Secret – un Universo Intelligente e generoso al punto da manifestare tutto ciò che vogliamo – non ha limiti di risorse. Quindi i desideri di ognuno possono tranquillamente convivere con quelli degli altri.

E cosa succede se si desidera il male?

Ognuno pensa per sé, quindi fare pensieri maligni significa attirare quel male su noi stessi…ciò che avviene dentro di noi si rispecchia fuori, questo è il principio.

 Parti del libro arrivano a dire che occorrerebbe ignorare i problemi per riuscire a risolverli.

In realtà non si tratta affatto di ignorare i problemi, quanto di non concentrarsi su di essi. Tutti noi passiamo la vita a pensare a tutto ciò che NON vogliamo e questo danneggia il nostro umore. Imparare a pensare a ciò che vogliamo veramente e a concentrarsi su questo in maniera positiva (e non sottoforma di lamentela) è un’arte ed un grosso vantaggio psicologico.

 Pensare che il mondo possa essere cambiato solo in base ai pensieri è infantile.

Oh, sì, può darsi. Eppure non è qualcosa che mi sento di condannare, visto che questo mondo di cinici intelligentoni non ci sta portando in una direzione poi così piacevole. E se fosse il bambino dentro di noi ad avere ragione? Inoltre, ritengo una cosa meravigliosa sforzarmi ogni mattina di trovare il giusto verso della mia giornata. Non è sempre facile, ma la maggior parte  delle volte ci riesco, grazie alla mia buona immaginazione e alla fortuna che mi è stata data: quella di essere nata in una parte privilegiata del mondo e di avere a portata di mano ciò che mi serve per vivere più che dignitosamente.

Ecco, questo modo di pensare sarà anche infantile, ma io sento quasi un dovere morale nel provare – nel mio piccolo – a sfiorare tutta la felicità che la  vita può offrire, dato che già sono nata con tante fortune.

Insomma, questo libro incoraggia a sognare, a sperare e a credere. Se anche nulla di tutto ciò fosse vero, di sicuro si ottiene un grosso beneficio psicologico dal cambiamento di approccio nei confronti della vita che esso ispira ad adottare. E, tanto per citare qualcuno di famoso (alcuni dicono che sia stato Einstein, ma altri smentiscono), preferisco sinceramente essere ottimista ed avere torto, piuttosto che essere pessimista e avere ragione.

 PS: nel dubbio io provo ad attirare un milione di Euro…se uno dei prossimi post arrivasse dalle Maldive…sapete come ho fatto…;)

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  1. Grazie, la tua recensione è senz’altro migliore e più utile di quella su Amazon 🙂
    Vale

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  2. grazie a te per averla letta!^^

    Rispondi
  3. Davide Baventore

    Che un atteggiamento positivo possa avere un effetto positivo sulle persone con le quali si entra in contatto è certamente possibile, ma dire che può modificare la realtà è certamente un’altra cosa e qui si colloca la distinzione tra ciò che è plausibile (anche se complesso) e la magia.
    Per quanto sia certo che la scienza non spieghi tutto (né mai potrà farlo) utilizzare questa argomentazione per dare credibilità a ogni diceria è un’operazione pericolosa considerato anche quanto oggi le persone siano capaci di andare dietro a improbabili teorie complottiste, informazioni falsamente scientifiche (la “mente quantica” per esempio) e sette di vario genere.
    Inoltre alla base di queste teorie c’è una malintesa concezione della volontà che – a mio parere – rischia di colpevolizzare chi si sente di non riuscire a “pensare positivo” o “attrarre su di sè cose, persone, esperienze positive”.

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    • Sai, io credo che all’origine di questo fraintendimento ci sia la distinzione tra ciò che è la propria quotidianità – descritta come realtà – e gli eventi. La modifica della propria realtà attraverso un diverso atteggiamento è possibile e non credo che voglia significare una roba alla Matrix, tipo il cucchiaio che si piega, ma che con un diverso atteggiamento potremmo riuscire a trovare un modo per piegare il cucchiaio, usando la nostra forza. Questa è la mia interpretazione e penso sia quella che mi ha dato una mano e possa darla anche a chi magari passa un momento un po’ così…non suggerendo di fare magie, ma offrendo una possibilità in più nella visione delle cose. Come in tutto, penso ci voglia il senso critico e la capacità di filtrare il meglio. Prenderlo come un gioco, come io ho fatto, è divertente e…a me ha fatto un buon effetto. 🙂

      Rispondi
      • Su questo sono pienamente d’accordo, c’è sicuramente sempre un modo di vedere le cose che rende più visibili eventuali aspetti positivi degli “eventi” come giustamente li chiami tu.
        Quando però penso all’effetto che tu descrivi mi sento comunque un po’ scettico….perché qualcuno dovrebbe cambiare perché lo suggerisce un libro? Perché chi vuole vedere il proverbiale “bicchiere mezzo pieno” semplicemente non lo guarda già così? Il libro ha davvero la capacità di farti cambiare prospettiva o tu volevi già cambiarla e il libro ti ha solo offerto un pretesto per dire “ecco, ho cambiato modo di vedere le cose perché adesso ho un modo per razionalizzarlo”?

        Al netto di queste domande ho comunque l’impressione che tu sia rappresentante dell’esigua minoranza di coloro che riescono a prendere questi libri con leggerezza e ironia. Credo che molti invece siano fermamente convinti di dover avere un pensiero pollyannesco per far andare meglio la loro vita, con il risultato di rimanere ancor più frustrati quando, a dispetto degli sforzi coscienti di non pensare al negativo e volgersi con mente positiva ai propri obiettivi, le cose non cambiano. “Non ho pensato abbastanza positivo”, “ecco non cambia nulla nemmeno se penso positivo” e “non sono capace di fare nemmeno questo” sono tutti pensieri che potrebbero legittimamente venire a chi – già poco felice – abbia provato ad affrontare così la propria situazione senza cavarne un ragno dal buco.

        Se le mie riflessioni sono del tutto opinabili una cosa è certa: di libri di auto-aiuto che promettono di aiutare a smettere di pensare troppo, ad avere successo, a raggiungere i propri obiettivi e a essere felici ce ne sono centinaia se non migliaia. Se funzionassero davvero il mondo sarebbe popolato di persone felici, soddisfatte, realizzate e positive, ma a me non sembra che le cose stiano esattamente così.

  4. Sinceramente il libro mi ha aiutato a focalizzare alcuni elementi che prima davo molto per scontati, ma io di natura sono ottimista e fiduciosa al limite dell’ingenuità. O, per lo meno, lo ero da ragazzina, poi crescendo certe piccole cose un po’ ti cambiano…ma va bene anche così. Detto questo, il libro in sé si trincera dietro alcuni passaggi inattaccabili ovvero: se tu dici “Io non risolverò mai questa situazione, nemmeno se penso positivo…” hai ragione. Non lo farai. Perché la cosiddetta Legge di Attrazione non è buona o cattiva. E’ come la gravità. Se un uomo buono cade da 100 metri fa lo stesso tonfo del bastardazzo. Quindi, se uno pensa di non farcela…avrà sempre ragione, “creerà” per sé quella quotidianità. In una cosa trovo che il libro abbia ragione: focalizzarsi sui lamenti non conviene. Credo che esprimere le proprie emozioni in modo adeguato sia vitale, ma se si cade nel loop del mugugno ad ogni csto e davanti a tutto…perdiamo psicologicamente un sacco di punti, che potremmo invece impiegare in strategie risolutive. Che poi la felicità non sia (ancora) una scienza…beh, hai mai pensato a come mai – nonostante sia molto più facile lamentarsi a vuoto – chi è felice o vuol provare ad esserlo viene visto un po’ come un imbecille (esperienza provata!) o un ingenuo, mentre invece la tristezza e la malinconia sono associate all’intelligenza? Detto tra noi, a me tutta sta intelligenza mondiale depressiva non sembra che ci stia portando ad un bel futuro, eh…:P

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