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Ottimismo realistico (per quanto la zitellitudine possa concedere)

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Ok, ok, quando avevo vent’anni era meraviglioso: poco più di un’adolescente, pelle fresca, capelli sempre lucidi, se perdevo qualche ora di sonno non diventavo all’improvviso la Figlia della Paura ed avevo un entusiasmo ed una fiducia nella vita commoventi.C’era però un piccolo particolare: quando ricevevo una delusione (specie dalle persone, amici o fidanzati che fossero) la prendevo male. Ma proprio male. Della serie che per uscirne dovevo fare un piano quinquennale, come i contadini del Varesotto.

La veneranda età dei trent’eppassa porta con sé anche qualche vantaggio, ammettiamolo. Ok, ok, non sei proprio più una rosa in boccio, ma ti difendi ancora bene (o per lo meno non è che casca già tutto) e, soprattutto, hai già visto molti film. E non intendo che sei diventata cinefila, ma che molte prassi del comportamento umano che a vent’anni ti sconvolgevano ora ti appaiono quasi normali, anzi, le capisci pure. E così è molto più facile riemergere dalla malinconia.

Personalmente, è da un po’ di tempo che sperimento una “tecnica” per accalappiare il buonumore che – giuro – è infallibile, anche se richiede molti più sforzi di quanto sembri.

In poche parole si tratta di riempirmi la mente di pensieri positivi e risate.

Quando ho dei problemi, come tutti, sono portata ad arrovellarmici su a tutto spiano, ma ho capito che è qualcosa di controproducente: non raggiungo la soluzione e il mio umore non fa che peggiorare. Quindi, cerco di passare una buona parte del mio tempo libero pensando solo ed esclusivamente a qualcosa che mi fa stare bene.

Lo so, lo so, è la scoperta dell’acqua calda e può sembrare assai banale, ma solo praticando questo tipo di meditazione positiva per diversi giorni di fila mi sono accorta di quanto sia difficile. I problemi, le delusioni, la tristezza non fanno che bussare alla porta e metterli da parte in cambio di qualcosa che faccia sorridere è un’arte che spero di affinare.

La scorsa estate avevo letto alcuni libri sul pensiero positivo che – al di là dell’operazione geniale di marketing – mi hanno entusiasmata: parlo di The Secret, The Power, The Key e di Zero Limits, rispettivamente di Rhonda Byrne e Joe Vitale.

So che i life coach americani sono considerati – spesso – alla stregua dei santoni. In realtà, però, ho trovato molto di positivo in questi manuali, non tanto in merito alla Legge di Attrazione (che è comunque un pensiero felice da inseguire!) quanto alla base, che è unica ed antica: la vita ti sorride se la guardi sorridendo.

Mi piace pensare di essere un’ottimista realista, laddove per essere ottimista non intendo dire che ignoro i problemi e quanto di brutto esiste al mondo (purtroppo). Crogiolarsi nel lamento per ciò che non va, però, temo serva assai poco e sono troppi quelli che hanno già mollato gli ormeggi e non fanno che mugugnare.

La cosa bella è che cercare di avere pensieri positivi è qualcosa di accessibile a tutti ed i benefici si hanno quasi fin da subito. Si può cominciare concentrandosi su una persona particolare (ultimamente per me è mio nipote), sul proprio animale, su un ricordo particolarmente piacevole (tutti ne abbiamo almeno uno nella vita!). Si parte da lì, dicevo…e magicamente vedrete che quel pensiero ne attirerà un altro sulla stessa lunghezza d’onda. E poi un altro ed un altro ancora. Pensieri piacevoli che, nella loro semplicità, possono davvero cambiarvi la giornata.

Se non mi credete fate una prova per qualche giorno, dopodiché potremo riparlarne.

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