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Il moralismo che ci vorrebbero affibbiare.

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Volevo scrivere qualcosa di “leggero” dopo i momenti malinconici a cui vi ho sottoposti in questi ultimissimi giorni, con Neruda e tutto il resto. Volevo. Purtroppo mi è capitato di leggere QUESTO ARTICOLO e le mie braccia, già un po’ slogate per via della delusione recente, hanno deciso autonomamente di staccarsi e rotolare giù per la collina.

Allora, come avrete letto c’è il signor Vitiello che ci commenta il pensiero della filosofa Valeria Ottonello in merito ad una branca del femminismo – secondo lei – troppo moralista, in quanto richiede un diverso utilizzo dell’immagine femminile. La denuncia di Lorella Zanardo – il celebre documentario “Il corpo delle donne” – sembra sia stata capita solo a metà, e non so fino a che punto sia vera e propria mancanza di comprensione o conclamata malafede.

Siamo di nuovo al punto di “dividere” le donne in categorie.

La cosa che mi fa più ridere è il compiacimento e l’insistenza su una definizione idiota come “femminismo moralista”.  Certo, se il discorso si arena sempre e comunque sulla farfallina di Belen non andremo molto lontano. Ma cavolo, fermiamoci e spendiamo anche noi una parola sull’allegro lepidottero.

Sembra che certi giornalisti sentano proprio il bisogno di attaccarsi al becero, pur di potersi scagliare contro le femministe. Non li sfiora l’idea che la polemica sulla farfalla di Belen non abbia alcun senso e che alle femministe in particolare non importi un’emerita pippa che la bella showgirl faccia vedere farfalle, giraffe o panda. Forse, ciò che dispiace ad alcune è che il corpo di una donna sia stato utilizzato ancora una volta per attirare l’attenzione di milioni e milioni di beot…italiani che altrimenti il Festival non se lo sarebbero filato nemmeno di striscio. Dispiace che – con tutti i milioni spesi in tempo di crisi – l’unica nota di colore sia stata il ghiribizzo di sapere se la benedetta ragazza avesse le mutande o no. A nessuno sfugge che lei sia stata consapevole dello scandalo che avrebbe creato.Se una è seduta sul proprio business, buon per lei.  Comunque, siamo tutti d’accordo nel dire che il corpo di Belen sia un bellissimo spettacolo, nudo o vestito che sia. Quindi, per favore, le accuse di moralismo mettetevele dove non splende.

Per la stessa ragione mi viene un cerchio alla testa quando la malafede si sposta sul movimento Se Non Ora Quando? Che ha portato migliaia e migliaia di donne e uomini in piazza per protestare contro il messaggio che il mondo politico stava lanciando in quel momento, cioè che bastasse darla a quelli giusti per arrivare lontano. Categorizzando ancora le donne in “angeli del focolare” e “prostitute”, alcuni giornalisti hanno nuovamente insistito su una inesistente condanna delle prime verso le seconde, come se il fulcro della questione fosse stato il disperzzo verso la prostituzione come libera scelta.

Collegando il cervello, si poteva invece porre l’attenzione sul fatto che non erano le “Olgettine” ad essere oggetto di critica, quanto l’idea di cui esse erano consapevoli attrici: la corruzione sessuale come metodo per ottenere privilegi. E –ancora- sembra non si sia capito che come principali oggetti di biasimo c’erano quegli uomini che chiedevano e ottenevano prestazioni sessuali “in cambio di…”. Siamo davvero ancora al punto per cui, quando si parla di prostituzione, si incolpano le donne e si sorvola sul fatto che sono gli uomini a creare la domanda (e, di conseguenza, il fenomeno.  Prima regola del mercato, eh, non me lo invento io.)? Sì, siamo davvero ancora a questo punto.

Altra osservazione: quando si parla di “femminismo moralista”, “femminismo fascista” (SIC!) o – addirittura come ho letto sulle spregevoli pagine clonate di facebook  “nazifemminismo”, per me la tristezza raggiunge livelli epici. Mi sembra un delirio. E’ il NON VOLER RICONOSCERE che ogni donna avrà la propria etica e il proprio metro morale in quanto PERSONA (e quindi in base all’educazione ricevuta, alla cultura, alla vita sociale) e quindi è possibile che qualcuna si senta offesa dalla profusione di tette e culi che imperversa ovunque (cinema, televisione, calendari negli uffici e nelle officine, giornali, pubblicità etc etc). Tuttavia il chiedere anche qualcosa di diverso non è certo un delitto e soprattutto non segna il confine tra coloro che amano prendersi cura di sé con il trucco, la chirurgia estetica, i vestiti costosi e altre che hanno altre priorità. Altro giro, altra corsa? Magari. Siamo sempre alle solite: se sei bella sei una gallina, se sei intelligente sei un cesso. Perché DEVI  rientrare negli schemi precostituiti, altrimenti sei uno scherzo della natura, da usare, dileggiare, denigrare il più possibile. Anche con l’umorismo, se necessario, così se non ridi diranno pure che sei antipatica.

Vi prego di leggere il commento di ScoutFinch, datato 5 marzo. Mi sembra il più pertinente. Tanto è vero che – sempre l’autore dell’articolo – non trova di meglio che giustificarsi dietro il “ma io riportavo solo il pensiero di una filosofa, per lo più donna!” Devo aggiungere il GNE’ GNE’ GNE?? Ora, scherzi a parte, le estremizzazioni non stanno bene a nessuno, ma è ovvio che alcune donne si irrigidiscano davanti a certi atteggiamenti, anche se questi provengono da altre donne. Articoli come questo non vogliono proporre una discussione, ma tendono soltanto a sminuire il pensiero ed il lavoro costante di gruppi di persone assai variegati (penso al movimento Se Non Ora Quando?, ma anche alle varie associazioni femminili e femministe) che stanno cercando di creare opportunità di confronto sempre più vaste e su fronti un po’ diversi dalla solita ristretta visuale da Drive In che a molti (e sfortunatamente anche a moltE) sembra essere ancora l’unica accettabile.

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  1. Siamo davvero ancora al punto per cui, quando si parla di prostituzione, si incolpano le donne e si sorvola sul fatto che sono gli uomini a creare la domanda (e, di conseguenza, il fenomeno. Prima regola del mercato, eh, non me lo invento io.)?

    ALLUCINANTE QUESTA COSA!!! quindi dici che se esiste la prostituzione la colpa è degli uomini?

    Guarda il video, come difenderesti una persona del genere? Fossi donna me ne vergognerei di essere paragonata ad un essere simile…

    Rispondi
    • Non sento alcuna necessità di fare paragoni. Questa donna esprime esattamente il proprio pensiero che per me è una tristezza e invece lei si sente vincente. Lei esprime esattamente il fulcro del pensiero “maschilista”, si rende oggetto da sola. Si sente vincente SOLO così. Posso non essere d’accordo con lei, ma non la condanno moralmente più dell’uomo che fa uso del suo corpo.

      Rispondi
  2. E no, se molti uomini non fossero disposti a pagare per il sesso le donne non potrebbero prostituirsi, ti pare? L’offerta risponde alla domanda. Bel video, comunque, fa molto riflettere. 🙂 Grazie.

    Rispondi
    • Non sono d’accordo posso giustificare solamente le prostitute che sono per strada e vengono costrette a fare ciò… Non giustifico per niente le escort professioniste che lo fanno per soldi e per piacere… Ricordo una puntata delle Iene dove c’erano 2 ‘bagasce’ che non ricordo se erano lapdancer o escort e dicevano che non potevano stare con un operaio che guadagna mille euro perchè loro gli avrebbero spesi in una settimana, e dicevano anche che le casalinghe come loro facevano le marchette perchè la davano al marito in cambio di un regalino. Purtroppo non trovo il video.
      Non dico che i soliti luoghi comuni sono del tutto veri, anzi spero di no, però per nascere avranno preso spunto da qualcosa.
      P.S. cambiamo le regole del mercato se ci hanno portato a questa crisi, non è vero che se gli uomini creano la domanda le donne sono costrette a prostituirsi.
      Immagino che non sarai d’accordo e che potremmo discutere all’infinito su questa cosa… Ti saluto…

      Rispondi
      • A me fa piacere discuterne e, sinceramente, non penso di avere la verità in tasca perciò ben vengano punti di vista diversi dal mio. Con tutto il corollario riguardo al fatto che non intendo “evangelizzare” nessuno, provo a spiegare un po’ meglio quanto ho scritto sopra.
        Secondo me, non c’è proprio un bel niente da giustificare. Le prostitute che sono per strada sono COSTRETTE a farlo per via dello sfruttamento. Ora, questo sfruttamento è tale perché rende un sacco di quattrini ed il motivo è che gli uomini pagano. PUNTO. Molte donne, poi, si sono adeguate al “mercato”, mercificando la propria bellezza fisica e rendendo il proprio corpo un “qualcosa” da scambiare. Questa idea è passata come -normale- fin dai tempi antichi. E’ o non è chiamato il “mestiere più antico del mondo”?
        Ora, a me personalmente, se una donna di sua libera scelta vuol fare la sex worker, che lo faccia. Semplicemente, non la giudico. Posso dire che personalmente non me la sentirei nemmeno per un saaacco di soldi, ma quello è un mio pensiero e molte (come la signora del video sopra) mi darebbero della scema. Mi importa poco anche di quello. La mia “difesa” di queste persone non è sul piano morale. Cerco di fare un passetto avanti: mi chiedo, cioè, da dove viene la mentalità secondo cui il sesso con una donna può essere comprato? Risposta: dalla domanda. E la domanda la fa l’uomo. Per questo gli uomini dovrebbero prendersi la loro parte di responsabilità. Una donna che fa la “puttana” – scusa il termine forte – se lo fa perché è quello che vuole, deve essere libera di farlo. E a mio parere non dovrebbe essere nemmeno tanto criticata visto che la domanda è così alta. Non ci vedi anche tu un briciolo di ipocrisia?

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