Feed RSS

Archivi tag: telefilm

Grimm, by Only

Con tutta questa felicità e gratitudine che sprizzano da tutti i pori non ci dimentichiamo dei nostri telefilm preferiti. E la nostra Pusher, Only, oggi ci introduce ad una serie che è partita in sordina, ma che si è guadagnata sul campo la sua buona fetta di pubblico.

Un telefilm che ci ha già salutato per la pausa Natalizia è Grimm, il fantasy drama della NBC che l’anno scorso, al suo esordio, ha totalizzato un rating talmente sorprendente (pure per la sottoscritta, mi immagino per quelli della NBC….) da farsi rinnovare a circa metà stagione.

Non male per un poliziesco soprannaturale che sulla carta non sembrava dire nulla di nuovo e invece sta piacendo un sacco. Non solo agli americani, ma pure a me!

E’ che, a voler partire prevenuti, c’erano davvero tutti i motivi per storcere il naso, specie se si è fans di Supernatural (e io lo sono): non è che ‘sto Grimm è la sua brutta copia?

Ora, David Giuntoli ha le carte in regola per non essere la copia di nessuno, quantomeno brutta:

Lui è Nick Burkhardt, il Grimm, ovvero il cacciatore di mostri. Come ci dicevamo, niente di nuovo.

Più che ai fratelli Winchester, che devono contare su forze (quasi) totalmente umane per compiere il loro dovere, a me ha fatto pensare fin da subito a Buffy. Anche Nick, come la famosa ammazzavampiri, è in un certo qual modo il prescelto, anche se nel suo caso l’eredità passa per linea di sangue. Anche lui, diventando il Grimm dopo i suoi antenati, eredita una missione e dei poteri soprannaturali per compierla. Grazie a essi può vedere il vero volto delle creature che si nascondono in mezzo a noi con sembianze umane. E ha i mezzi per ucciderle.

Ecco, i mostri: parliamo un po’ di loro. Il termine non è di per sé appropriato, perché la prima cosa fondamentale da dire è che in Grimm non tutti i diversi sono cattivi.

Ne abbiamo già un assaggio con uno dei migliori coprotagonisti, Monroe, sulla carta un nemico naturale dei Grimm in quanto Blutbad, ma nella realtà (beh, almeno in quella del telefilm..) uno dei migliori amici di Nick.

Ma il personaggio, interpretato da Silas Weir Mitchell, bravissimo attore già visto in Prison Break, non è l’unica creatura sovrannaturale buona. Il realtà, nel telefilm, le zone grigie abbondano rispetto a quelle bianche o nere.

Nella prima stagione infatti la trama orizzontale viene spezzata da quelle verticali di ogni puntata, dove Nick Burkhardt, poliziotto di Portland prima che Grimm, indaga su una serie di casi di omicidio che mostreranno sempre un risvolto sovrannaturale, e i cui protagonisti si riveleranno sia vittime che carnefici. Le creature cacciate dai Grimm per secoli dimostrano a Nick di dividersi in buoni e cattivi, esattamente come gli umani. I suoi predecessori non hanno mai voluto o saputo vedere questa differenza e li hanno sempre sterminati, incondizionatamente e senza porsi domande. Nick è un Grimm diverso, per molti inspiegabile, il primo che interagisce con alcune di queste creature, stringendo legami forti: riuscirà questa “debolezza” a non essergli fatale?

Nella seconda stagione, con mia grande felicità, la trama orizzontale ha preso ormai da tempo la netta prevalenza su quella verticale. Il mondo delle creature fantastiche, le loro gerarchie sociali, le loro implicazioni nel nostro mondo, le implicazioni di Nick stesso, del suo essere umano e del suo essere Grimm, hanno avuto la meglio sulle tante trame verticali e il telefilm, da carino che era, è diventato davvero molto bello. Ha smesso di ricordarmi qualsiasi cosa vista prima e ha assunto una sua personale identità, promettendo tanta carne…al sangue più che al fuoco, per gli affezionati dei telefilm di questo filone.

Se posso permettermi un’osservazione, sta forse nel protagonista: la NBC è pur sempre una tv per famiglie, lo capisco, quindi forse non ci si poteva aspettare niente di diverso, ma Nick è… carino, simpatico e fa sempre la cosa giusta. Insomma, lo avete capito anche voi, è un po’ noiosetto. Io tifo per i  belli e dannati, per i personaggi al limite del baratro quindi, alla fin fine, io tifo per i mostri.

Eppure non so, vogliamo scommettere che Nick si darà una bella svegliata?

Ci rivediamo a gennaio e ne riparliamo.

Visti per voi: 666 Park Avenue, by Only

Ebbene, la nostra Only deve essersi ispirata alla tematica “da film horror” di oggi e ci ha lanciato – fresca fresca – le sue impressioni sul pilot di una serie che, per lo meno negli Stati Uniti, prometteva brividi…

Forse qualcuno di voi si ricorda il popolare film “L’avvocato del Diavolo”, uscito nel 1997.

La pellicola, con i suoi alti e soprattutto bassi (almeno per la sottoscritta) riproponeva un tema non certo nuovo ma sempre intrigante: la vendita della propria anima al diavolo in cambio di qualsiasi cosa. Successo, soldi, potere e chi più ne ha più ne metta. La soddisfazione delle proprie ambizioni permette di fare una gran bella vita, almeno finché il maligno non si rifà avanti per riavere quanto è stato pattuito.

Non stupisce affatto che questa idea rifaccia capolino nel nuovo telefilm proposto dalla ABC: siamo in anni di grande rispolvero di tutte le tematiche soprannaturali, quindi la grande emittente americana  ritenta il colpaccio andatole a segno con Once Upon a Time adattando per la TV i romanzi della scrittrice americana Gabriella Pierce.

666 Park Avenue” ha esordito sui palinsesti americani il 30 settembre 2012 e fino ad oggi sono stati trasmessi sei episodi.

Iniziamo dai protagonisti introdotti nel Pilot, non certo facce nuove ai veri telefilm addicted.

Rachel Taylor:

da Grey’s anatomy;

Dave Annable:

da Brothers & Sisters;

Terry O’Queen:

c’è bisogno di dirlo? Da Lost.

Una giovane coppia risponde all’annuncio messo dal Drake Palace, situato al 999 (non 666, era troppo facile altrimenti) di Park Avenue, New York, per la ricerca di un nuovo amministratore.

I due otterranno il lavoro e insieme un appartamento da sogno in uno dei più prestigiosi palazzi di Manhattan. Il lavoro sembra fantastico e i vicini, datori di lavoro compresi, veramente simpatici: possibile che sia davvero oro tutto quello che luccica?

Ovviamente no, visto che il Diavolo ci ha messo… la coda (in questo caso del frac, perché il sig. Doran sa come vestirsi).

Il telefilm non mi ha fatto strappare i capelli dall’entusiasmo, lo ammetto, però l’ho trovato per ora un prodotto ben fatto e tutto sommato guardabile: avvincente la trama, molto bella l’ambientazione newyorkese, Drake Palace in testa. Chi non vorrebbe vivere in un posto così?

Poi certe mise dei protagonisti, per le fashion victim sono da mano sulla fronte e bocca aperta: eh sì, perché qua il Diavolo non veste magari Prada ma di sicuro un sacco di altra roba interessante!

Però, però. Torniamo con i piedi per terra (tanto questi abiti mica possiamo permetterceli!) e analizziamo anche le magagne di questo telefilm, perché purtroppo non mancano.

Alcune, anzi parecchie delle varie sottotrame raccontate in ogni episodio (che non vi svelo per ovvii motivi) hanno uno sviluppo un po’ scontato. Riprendono qua e là da altri telefilm, altri libri, altri film anche celeberrimi. Non va bene, perché questo toglie tensione narrativa al tutto.

Terry O’Queen si conferma un bravissimo attore e soprattutto è molto nella parte, ma non posso dire lo stesso dei due coprotagonisti, Rachel e Dave.

Lui mi sembra molto spaesato: Si starà ancora chiedendo, come me, perché cacchio hanno fatto finire Brothers and Sisters in quel modo?

Lei per essere una che vuole dimostrare di valere molto, mi sembra un po’ ingenua: siamo a New York, una perfetta sconosciuta ti regala 4000 dollari di abito e non ti poni neanche una minima domanda? Siamo seri…

Purtroppo, le perplessità non sono evidentemente solo le mie in quanto la serie come ascolti sta andando malino: di questi tempi è sufficiente per farsi cancellare, specie con reti come la ABC che pretende sempre il massimo (in termini di rating) dai suoi telefilm.

Staremo a vedere: qua ci vuole qualche trovata molto geniale per accontentare l’esigente palato del pubblico americano. Vedremo se gli sceneggiatori saranno capaci di inventarsi qualche cosa.

Noi, o almeno io, staremo a guardare dandogli fiducia. Speriamo che la pausa natalizia porti consiglio e qualche buona idea.

By Only

Visto per voi: “Beauty and The Beast” – Pilot, by Only

Ecco un’altra recensione fresca fresca (beh, più o meno!) di un pilot. Stavolta la nostra Only ci porta nel mondo de “La Bella e la Bestia”. Ma, come vedremo, non si tratta della fiaba originale…

Giovedì sera, subito dopo Vampire Diaries, è andato in onda il pilot di una nuova serie targata sempre CW, “The Beauty and the Beast”.

Premettiamo subito una cosa: questo telefilm non racconta la favola classica che tutti conosciamo , come sarà invece per quello con lo stesso nome che verrà trasmesso dalla ABC in date non ancora molto chiare.

Questo nuovo lavoro della CW è piuttosto il remake dell’omonima serie televisiva andata in onda alla fine degli anni ottanta, dove a vestire i panni della Bella era Linda Hamilton: io non ho mai visto il telefilm di allora ma come penso molti di voi ricordavo molto bene i protagonisti, specie la bestia dalla criniera leonina!

Per la sottoscritta c’erano almeno due buoni motivi per stare lontana da questo telefilm:

1) è il remake di un telefilm – che peraltro non avevo visto –  e secondo me i remake non sono pane per la CW.

2) la protagonista è Kristin Kreuk. La poverina non me ne voglia, ma non l’ho mai retta nei panni di Lana Lang ai tempi di Smallville. E purtroppo il pilot di questo telefilm ha confermato l’antipatia a pelle che provo nei suoi confronti.

E allora, mi direte voi, che l’hai guardato a fare? Il problema è che sono seriamente dipendente dalle serie televisive americane, ve l’ho già detto qui  e quindi la series premiere me la sono sciroppata lo stesso.

Non avendo mai guardato la serie originale, poi,  non ho idea di quanto questo lavoro sia fedele al precursore (e neanche se ciò sia un bene o un male, sinceramente) ma ecco le cose che non mi hanno convinto troppo.

Vincent Keller, cioè la bestia, è Jay Ryan.

 

(Uguale al leone, eh?)

Immagino la faccia che state facendo, perché è la stessa mia: ma Bestia dove??

Sarà che nella mia testa pullulavano ancora le immagini della bestia disneyana, ma anche della puntata di Once Upon a Time dedicata alla favola, ma mi immaginavo un’altra cosa.

Non un fisico bestiale: una bestia e basta!

Vi dico solo che non riesce a essere veramente brutto neanche quando si trasforma, dove per altro ricorda molto i vampiri in Buffy….stesso make up artist??

Poi, non soddisfatti del risultato, gli hanno pure appioppato una bella cicatrice quando non è bestia…che dovrebbe…fatemi capire bene..deturparlo?? Voi guardatemi il pilot e poi ditemi:chi ha avuto l’idea della cicatrice non doveva essere una donna. Per forza.

Comunque, tornando al leit motive del telefilm, questa è la cotanta bestia che si trova di fronte la Bella: mi sfugge davvero quale dovrebbe essere la fatica che Catherine Chandler/Kristin Kreuk dovrebbe fare per andare oltre l’esteriorità del presunto mostro e trovare il buono dentro di lui…con  tutta “la bontà” che già c’è alla luce del sole!

Però del resto stiamo parlando della CW, che è molto brava a dare spazio ad attori talent….volevo dire gnocchi e gnocche da paura, quindi non dovrei essere davvero stupita. Solo che non chiamatemelo la Bella e la Bestia: intitolatelo, non so…”La Bella e colui che si fingeva (Bestia)”.

Veniamo ora alla trama, il vero punto debole del telefilm, visto che sui ragazzi carini, anche se non sono nella parte, siamo sempre disposti a chiudere un occhio.

Ok però… quale trama? A me è sembrata un po’ sempre la stessa solfa=zuppa riscaldata.

Vediamo di riassumervela in poche righe, giusto per non annoiarvi troppo.

Alla Bella uccidono la madre, la Bestia interviene appena in tempo per impedirle di fare la stessa fine e da allora veglia su di lei come un angelo custode (solo nei telefilm si chiamano così, nella vita vera si chiamano stalkers).

Come tutte le sante eroine di telefilm a cui uccidono la madre, Catherine diventa…indovinate che cosa? Bravi, un poliziotto! Ovviamente troppo dedita al lavoro per avere una vera vita sociale e quindi anche incapace di tenersi un fidanzato, nonostante sia una gran bella ragazza.

Ora, quanti telefilm o film vi vengono in mente con la stessa idea di fondo?

Ecco, smettete di contare che è meglio.

Invece con Vincent Keller, la Bestia, lì si che sono stati originali: lui è diventato un mostro perché era un militare e rientrava in un esperimento dell’esercito per creare dei super soldati.

Sigh.

 Se avessi un dollaro per ogni volta che Hollywood ha accusato di ciò l’esercito americano, adesso non sarei qui a scrivere questa recensione perché sarei sdraiata a godermi la mia rendita a vita su qualche spiaggia!

Ora, sono stata volutamente cattiva e ho voluto estremizzare i punti deboli del pilot, ma non è davvero facile trovare quelli forti.

Il ritmo c’è, la puntata non mi ha annoiato davvero scorrendo via veloce, ma il tutto è banale e prevedibile, stessa carne trita condita solo in modo diverso. Forse andrò avanti a vedere se nel tempo migliora, giusto perché non mi sembra carino stroncarlo dopo quaranta minuti di visione, ma non prometto niente.

Chiudo con l’ennesima cosa che mi ha lasciato perplessa, ovvero la struttura che si avvia ad avere il telefilm: sembra che, aldilà della storyline principale, ogni puntata avrà un caso a sé stante che si apre e si chiude nei quaranta minuti (un caso di omicidio che Catherine deve risolvere, dove presumo Vincent la aiuterà). Immagino che anche l’originale fosse così e non ho niente da obiettare all’idea in sé stessa, molti telefilm anche di successo sono articolati in questo modo. Solo che non rientrano molto nella politica della CW e mi stupisce, non poco, che abbia scelto di perseguire questa strada..speriamo che ciò non voglia dire male per il futuro del telefilm.

Intendiamoci, se chiudesse domani non piangerei, però penso alla  povera Kristin Kreuk: essere quella (fessa) che ha perso Clark Kent non è un bel curriculum da portarsi in giro, un po’ di riscatto se lo merita anche, povera figliola.

By Only

 

Pensiero Felice 51/1000

E’ vero, qualcuno mi obietta che l’autunno è arrivato a grandi passi, portandosi il suo carico di pioggia, freddo e cielo grigio. Ma una cosa positiva c’è: dal 30 Settembre sono ricominciati i miei telefilm preferiti!

Once Upon a Time ha ripreso domenica sera (ma in Italia sto rivedendo la Prima Stagione in italiano…e ci sono un sacco di particolari gustosi che mi ero persa!), domani sarà la volta del mio adorato Supernatural, mentre l’appuntamento con The Vampire Diaries è fissato per l’11 Ottobre.

E poi, come già detto, daremo una possibilità ad Arrow e un’occhiatina a Beauty and The Beast. E, naturalmente, anche se non se SE e QUANDO avrò il tempo, dovrò recuperare un saaaaaaacco di serie: Game of Thrones, True Blood, Misfits, The Big Bang Theory

Non sono sicura di riuscirci, ma… Evvivaaaaa!

Cosa ci riserva l’autunno. CW’s “Arrow”, by Only

Per tutti i “malati di telefilm” una gustosa anticipazione della nostra Only su una serie destinata a fare molto parlare di sé. Tra l’altro il telefilm verrà trasmesso il mercoledì sera, prima di Supernatural, quindi sicuramente incapperò in qualche puntata!

Due anni dopo la chiusura dello storico Smallville, la CW ci riprova.
Pescando di nuovo tra gli eroi della DC Comics, torna con Green Arrow, al secolo Oliver Queen, che gli affezionati di Smallville ricorderanno già presente tra i personaggi del telefilm, addirittura come regular per le ultime cinque stagioni grazie all’ottima performance dell’attore Justin Hartley.
Lasciatamelo dire, è quantomeno un azzardo ripartire ex novo con un altro attore dopo così poco tempo cercando di pescare nel fandom di Smallville (perché l’intento è quello, diciamocelo…) con un volto completamente nuovo.
Un bella scommessa, non c’è che dire, ma non è detto che non riesca.
Forse i fan più accaniti della serie con Tom Welling, come la sottoscritta e missloislane1979, avrebbero preferito a questo punto uno spin-off con lo stesso Justin a vestire ancora i panni di Freccia Verde, ma ehi….abbiamo deciso di non partire del tutto prevenute, specie dopo aver visto qualche foto del bel figliolo chiamato a fare il protagonista, il canadese Stephen Amell.

 

 

E così, come chiedevamo a gran voce Alexander karsgård per Thor, ma poi ci siamo ricredute appena visto Chris Hemsworth piovere letteralmente dal cielo, se mi perdonate l’espressione, penso che daremo…o meglio io darò ad Arrow una possibilità. Chissà che non riesca a stupirmi.

Del resto, mentre fa gli addominali a dorso nudo nel trailer già ci riesce benissimo…a stupirmi, intendo.
Veniamo appunto al Pilot, che sarà trasmesso negli USA il 10 ottobre.

La storia di Green Arrow riprende dall’inizio, dalla nascita dell’eroe munito di arco e frecce.
Qua Oliver Queen viene dato per disperso (e morto) per cinque anni prima di essere ritrovato in una remota isola del Pacifico.

Se non erro (ma potrei ricordare male, se fosse così fatemelo notare) nel fumetto rimane naufrago in mare solo poche settimane, ma almeno qua è credibile che sappia tirare frecce come nessun altro…provate voi a non fare altro per cinque anni e poi ne riparliamo!
Tornato alla sua vita da milionario, Oliver troverà ad aspettarlo la madre e la sorella, ma le esperienze vissute nell’isola lo avranno ormai cambiato per sempre, spianando la strada alla nascita del giustiziere vestito di verde.
Ho visto l’extended promo della puntata, di cui vi posto il link qua sotto, e vi dirò cosa mi ha convinto e cosa meno.

Iniziamo dicendo che i pettorali di Stephen mi hanno convinto molto…ma forse l’ho già detto!
Di sicuro mi è piaciuta l’atmosfera cupa, da fumettone dark: l’arciere mi sembra più oscuro che verde, e forse  se gli sceneggiatori saranno bravi sarà un eroe con più ombre che luci. Staremo a vedere.
Non mi è piaciuta, da quel poco che ho visto nei tre minuti scarsi del trailer, la scenografia. Troppe, troppe idee riprese da Smallville: ma solo a me la casa dei Queen sembra quella dei Luthor?

E non solo..quando ho visto la (ex) ragazza di Queen assistere alla notizie del suo ritrovamento nella redazione di un giornale, indovinate cosa mi hanno fatto venire in mente? Bruttissimi deejavu, brutti davvero.

Ci vogliono idee originali ragazzi, anche riprendendo eroi di fumetti vecchi di decenni. Con la zuppa riscaldata non si va da nessuna parte.

Che altro dirvi se non…ci rivediamo a ottobre, sperando di assistere a una season premiere all’altezza delle aspettative degli amanti dei DC comics!

By Only

La Zitella Felice presenta: I Am the Pusher, by Only

Sempre parlando di telefilm, ecco la nostra amica Only alla carica con un nuovo articolo su ciò che affligge in questi giorni i telefilm addicts come noi: i maledetti finali di stagione!!!

Avviso prima della lettura. Questo articolo non contiene veri e propri spoiler ma possibili indicazioni sui finali di stagione di alcuni telefilm. Se proseguite da ora in poi , lo fate a vostro rischio e pericolo!!!

Mi presento.
Anzi, mi ha già presentato la nostra missloislane79 e io stessa vi ho già detto qualcosa di me, nel mio primo articolo postato. Quello che non ho precisato è che oltre a essere una frequentatrice di profumerie  sono anche la superpusher della Zitella Felice.

Chi non capisse di cosa sto parlando, può rileggersi questo articolo della nostra blogger.

Come ogni Pusher che si rispetti, sono io per prima una “telefilm addict”.

Ma di quelle serie.
Ho provato una volta a contare quanti ne seguo a stagione (parlo di quella televisiva americana, ovviamente!) e in quella appena finita mi sono fermata al rispettabile numero di 13.
Inclusi quelli cessati e non rinnovati.
Esclusi i telefilm estivi.
Ecco, questi forse dovrei metterli, visto che il numero detto sopra suona un po’ male.
Come ogni dipendenza grave, la mia si acuisce appena viene a mancare la droga quotidiana.
Inutile girarci intorno e far finta che non esista il problema: man mano si avvicina la data delle varie  season finale, mi sale l’inquietudine.
Ambivalente: da una parte sono già triste al pensiero che dovrò fare senza la serie tal dei tali per diversi mesi. Dall’altra parte sono già imbestialita perché temo l’ennesimo colpo gobbo dell’autore/autrice del telefilm in questione. Cosa avranno escogitato per tenerci appesi all’amo fino al prossimo autunno?

Perché, diciamocelo, per essere uno sceneggiatore di una serie americana di successo devi avere una vena sadica ben radicata. Ne sono convinta da sempre, come sono anche convinta che devi essere un attore da Oscar. Altro che Al Pacino, nessuno ti batte mentre piangi lacrime (di coccodrillo) su quanto ti è dispiaciuto:
a)uccidere

b)suicidare

c)far partire

d)far rinchiudere in un manicomio

l”attore Tizio o l’attrice Caia che ami tantissimo e che avrà sempre un posto speciale nel tuo cuore , ma a malincuore hai dovuto far sbranare da quattro pitbull nell’ultimo minuto dell’ultima puntata. Forse. Perché a pensarci bene i pitbull si sentono ma mica si vedono perciò…vabbeh, ci rivediamo a settembre!

Ma non devo essere troppo prevenuta contro i poveri autori. In fondo ci sono anni migliori e anni peggiori. Primavere in cui il sole e il profumo di fiori spinge gli sceneggiatori a essere particolarmente clementi con noi poveri telespettatori, a essere cattivi giusto quel tanto senza infierire troppo.
Questo 2012 dove lo mettiamo? Tra i migliori o i pessimi? Vediamo..mi piacerebbe sintetizzarlo in una frase.
Pescando nel mazzo, mi piacerebbe prendere gli autori di:
Castle
Bones
Grey’s anatomy
Supernatural
Vampire diaries
Dexter

Metterli tutti in fila e prenderli a martellate sugli alluci.

By Only

Buffy l’Ammazzavampiri, di Joss Whedon

Più che una “recensione”, questo post vuol essere una dichiarazione d’amore a quello che per me è stato l’inizio della mia passione telefilmica. Pensavo in questi giorni che quest’anno ricorrono ben vent’anni dall’omonimo lungometraggio di Joss Whedon ed è grazie a quell’insuccesso che, nel 1997, vide la luce uno tra i serial più significativi del secolo (avete presente la citazione “Dai diamanti non nasce niente…?”). Se penso che potrebbe esserci qualcuno, magari nato nella seconda metà degli anni ’90, che non ne ha mai sentito parlare…!

Questo articolo è per voi, ragazzi, perché spero che dopo averlo letto vi venga voglia di andare a recuperare questa storia, puntata dopo puntata. Prendete fiato, dunque, perché…non sarò breve.

Il telefilm si articola in 7 serie (in America è iniziato nel 1997, per approdare pochi anni dopo anche da noi) ed ha come protagonista Buffy Anne Summers, una bionda carina e un po’ svampita che però ha davanti a sé un destino segnato: per ogni generazione, nasce infatti una Cacciatrice, dotata di forza e velocità non comuni, che ha il compito di abbattere i vampiri e – più in generale – i mostri di cui il mondo brulica.

La serie inizia con l’arrivo di Buffy e di sua madre nella cittadina californiana di Sunnydale, dove la ragazza viene avvicinata dal bibliotecario della scuola, il signor Giles, che le dice di essere a conoscenza del suo segreto e – anzi – di essere lì come suo Osservatore (membro di una setta che ha il compito di sostenere le Cacciatrici di generazione in generazione).

Al liceo, Buffy fa parecchie altre conoscenze: diventa amica di Willow Rosenberg, timida e studiosa, di Xander Harris, che all’inizio le fa la corte, e di Cordelia Chase, una ragazza snob e popolare, che però all’occorrenza si rivela meno superficiale di quel che sembra.

Ovviamente anche i nemici non si fanno attendere: Sunnydale è infatti situata sulla Bocca dell’Inferno e non è un caso che Buffy si sia trasferita proprio lì. Ad aiutarla, oltre ai coraggiosi amici mortali, c’è il misterioso e bellissimo Angel, che si scopre essere un vampiro dotato di anima…

Questo è l’impianto principale. Come molti telefilm, la trama vede un “mostro della settimana”, cioè un avventura autoconclusiva più un intreccio più ampio e trasversale, che riguarda l’intera serie e viene portato avanti poco per volta.

Prima serie

Nella prima serie il grande nemico è il Maestro, un vampiro antichissimo contro cui, secondo una profezia decifrata da Giles, Buffy morirà. La ragazza, appena trasferitasi, deve accettare il suo compito e farlo combaciare con le esigenze di una normale adolescente. Per fortuna attorno a lei ci sono degli amici fidati, compreso il misterioso Angel, che le fa battere il cuore. Da subito si capisce che la presenza di un gruppo compatto ed il fatto che la cacciatrice non sia sola, farà la differenza in molte occasioni. Insieme elimineranno vampiri, demoni, streghe e chi più ne ha più ne metta; affronteranno persino Darla, la creatrice di Angel e sua precedente compagna, prima di arrivare allo scontro finale con il Maestro, che ha bisogno del sangue di Buffy per uscire dalla sua prigione. Il vampiro riesce a morderla e la butta in acqua, perciò tutti pensano che l’eroina sia effettivamente morta, ma Xander ed Angel riescono a recuperarne il corpo e la salvano con la respirazione bocca a bocca. Al risveglio, Buffy può finalmente affrontare e sconfiggere il cattivo.

Seconda serie

Nei pochi momenti in cui Buffy è rimasta priva di vita, si sono attivati i poteri di Kendra, una nuova cacciatrice. La ragazza però resta vittima di Drusilla, una potentissima e crudele vampira giunta in città con il compagno Spike (tenetelo bene a mente!). Intanto nel gruppo di Buffy si consumano i primi amori: Willow è protagonista di una storia con Oz, il bassista di una band popolare a scuola, che lotta con la sua segreta identità di licantropo, Xander e Cordelia si amano – ma in segreto perché lui è uno sfigato e lei troppo popolare – e Buffy continua la sua storia con Angel, anche se lui è un vampiro. Ma il dramma è dietro l’angolo. Quando Buffy ed Angel vivono la loro prima notte d’amore, si scopre la maledizione che grava sul ragazzo: a causa della crudeltà con cui agiva quando era un vampiro senza anima, se la sue esistenza viene rischiarata da un solo attimo di felicità, l’anima gli verrà nuovamente strappata. Angel torna così ad essere Angelus, il vampiro che ha terrorizzato l’Europa e si riunisce a Drusilla e Spike tornando a seminare morte e distruzione. Tanto che Buffy è costretta ad ucciderlo. Sconvolta, la Cacciatrice abbandona Sunnydale di nascosto.

Terza serie

Nonostante il dolore ancora bruciante, Buffy torna a Sunnydale per stare vicina ai suoi amici. La aspetta un nuovo, terrificante nemico: il sindaco Richard Wilkins, evocatore dell’Inferno sulla terra, il quale è determinato a tutto pur di ucciderla. Tra gli assi nella manica del malvagio c’è Faith, Cacciatrice i cui poteri si sono attivati con la morte di Kendra, la quale per invidia e paura “passa al lato oscuro”. Ma le sorprese non sono finite: dall’Inferno, Angel è rispedito sulla terra con la sua anima, poiché ha una missione da compiere. Seppure a fatica, Buffy tenta di nuovo di riprendere la sua storia con lui, ma entrambi si rendono conto che nulla sarà più come prima. Nella battaglia finale, il sindaco sta per scatenare l’Apocalisse, ma con tenacia Buffy ed il suo gruppo riescono ad averne ragione in una battaglia che culmina con la distruzione totale del liceo. Angel, però, si rende conto che il suo amore è un pericolo per tutti, perciò decide di fuggire a Los Angeles ( e da qui prende il via lo spin off “Angel”, dedicato interamente alla vita del vampiro nella grande città).

Quarta serie

Terminato il liceo in modo così…turbolento (eh eh), Buffy e Willow si iscrivono all’università, mentre Cordelia sceglie di andare a Los Angeles (la ritroveremo con Angel) e Xander preferisce non continuare gli studi ma iniziare a lavorare. Le vite dei protagonisti sembrano aver preso un andazzo “normale”, anche se le disavventure sentimentali sembrano susseguirsi una dietro l’altra. Xander, abbandonato da Cordelia, intreccia una relazione con Anya, una ragazza molto bizzarra che si scopre poi essere una ex demone della vendetta, privata dei suoi terribili poteri da una maledizione. Willow si interessa alla Wicca e scopre di essere molto dotata, inoltre presso il circolo di streghe incontra Tara e l’amicizia tra le due prende in fretta i contorni dell’amore. Buffy, invece, trova conforto nel rapporto con Riley, un compagno di università, che però si rivela essere un soldato di un’organizzazione paramilitare anti-soprannaturale. I due sembrerebbero avere comunione di interessi, se non fosse che a capo dell’Organizzazione c’èla Grande Cattiva di serie, che vuole creare un Super Demone. E’ questa creatura che Buffy ed i suoi amici sono chiamati a sconfiggere per riportare la pace a Sunnydale e sulla terra.

Quinta serie

Come se nulla fosse, apprendiamo che Buffy ha una sorella minore, Dawn. I dubbi su di lei sono fugati nel corso della stagione, quando si scopre che la ragazzina non è che La Chiave, ovvero un’incarnazione di Luce ed Energia positiva che un gruppo di monaci ha messo accanto alla Cacciatrice in modo che questa possa proteggerla con la sua vita. La Chiave, infatti, apre il portale intradimensionale che porterebbe i demoni sulla terra ed è bramata dal perfido dio Glory, che si nasconde sotto false spoglie umane. Buffy e Dawn devono anche affrontare il trauma della morte della madre per tumore al cervello e riprendere in mano le fila della propria vita. Non è facile, perché Buffy deve fronteggiare anche la fine della sua storia con Riley. A Sunnydale fa ritorno Spike, il vampiro biondo platino ex compagno di Drusilla, al quale quelli dell’organizzazione impediscono di nuocere agli umani tramite l’impianto di un microchip. Spike e Buffy si prendono le misure, in un primo momento in un rapporto fatto di risentimento…e in qualcosa di inspiegabile che comunque li porta sempre l’uno verso l’altra.

Glory, però, non sta certo a guardare e con un colpo di scena dopo l’altro riesce ad ottenere il sangue di Dawn per aprire il portale. Buffy capisce allora che l’unico modo per salvare i suoi amici e sacrificare se stessa: così si uccide, pur di completare l’incantesimo che possa annullare le malvagie intenzioni del dio.

Sesta serie

Incapaci di accettare la morte di Buffy, Willow, Tara, Xander  e Dawn compiono un incantesimo per riportarla in vita ed hanno successo. Questo andare contro le forze naturali ha però delle ripercussioni, prima di tutto su Willow, per la quale la magia nera diventa un elemento sempre più importante, fino a provocare la fine della sua storia con Tara. Anche Buffy non è più la stessa: spaesata, carica di responsabilità dopo la morte della madre ed in pessime condizioni economiche, cerca di farsi forza grazie all’aiuto di Spike, che le sta vicino e le dichiara il suo amore. I due cominciano una storia torbida, che tutti disapprovano, a partire da Buffy stessa che non si sente a posto con la coscienza. Si viene a sapere che il suo malessere è dovuto al fatto di essere stata strappata al Paradiso dai suoi stessi amici. Intanto i guai sono provocati dalla Troika, un trio di nerd genialoidi che, con motivazioni risibili, creano il panico in città. Tra i danni da loro creati, però, c’è anche la morte di Tara. Il dolore per aver perso la donna della sua vita scatena l’inferno nel cuore di Willow, che viene completamente divorata dal suo lato oscuro e decide di porre fine al mondo. Nemmeno Buffy può fermarla, ma, insperatamente ci riuscirà Xander, l’unico del gruppo che non ha nulla di soprannaturale, e che ha successo nel riportare la pace, grazie semplicemente al potere dell’amore e dell’amicizia.

Settima serie

Dopo tanto penare, il gruppo affronta un periodo di relativa stabilità: Buffy viene assunta come consulente presso il liceo di Sunnydale, dove Dawn studia al primo anno; Xander ha un lavoro stabile nelle imprese edili: nonostante abbia rotto con Anya tra i due sembra ci sia ancora speranza; Willow entra in una comunità che dovrebbe aiutarla a disintossicarsi dai suoi poteri, mentre Spike affronta un viaggio per riappropriarsi della sua anima e conquistare finalmente il cuore della Cacciatrice. L’equilibrio non dura a lungo, però: il Male Originario si risveglia e – assumendo l’aspetto di persone morte – semina il terrore, nel tentativo di aprire definitivamente la Porta dell’Inferno. Buffy allora decide di radunare attorno a sé tutte le cacciatrici destinate a succedere a lei e a Faith, istituendo una vera e propria scuola. Il ritorno di Willow vede ancora un po’ di sfiducia da parte degli amici, per via degli avvenimenti precedenti, ma poi tutto sembra prendere una piega migliore, nonostante anche Spike torni quasi impazzito per il rimorso, dopo aver riottenuto la sua anima.  Tra lui e Buffy il rapporto si stringe di nuovo, ma in maniera non sessuale e più affettuosa. Nel frattempo appare Caleb, un ex sacerdote crudele e perverso, che si allea col Male Originario e cerca di uccidere tutte le potenziali cacciatrici. Le vittime sul campo sono molte, ma proprio quando il peggio sta per prevalere, durante una furiosa battaglia Spike sacrifica la sua vita e, grazie ad un medaglione portato in dono da Angel, riesce ad evitare il peggio. La serie si conclude con la distruzione definitiva della Bocca dell’Inferno.

E’ un peccato che la storia non sia andata avanti, se non in forma di fumetto. Purtroppo Sarah Michelle Gellar ha preferito interrompere la sua fortunata carriera per andare ad interpretare Scooby Doo. Contenta lei. (Si sta riprendendo un po’ di stima da parte mia come interprete di Ringer, giusto in questi ultimi mesi. Ma per ANNI me la sarei mangiata, sia chiaro).

Ora, a giudicare dalla trama e dopo un proliferare di storie ad argomento sovrannaturale, forse tutto quello che vi ho raccontato finora non vi è sembrato una ventata di freschezza. Eppure dovete tenere conto che Buffy è stato il caposcuola di genere, che i vampiri “vegetariani” sono iniziati con  Angel e Spike e che se oggi c’è una figura di vampiro figonzo di sicuro l’immaginario paga a questo telefilm. E non solo.

Buffy è una delle poche eroine veramente femminili e femministe: forte, determinata, ma mai “mascolina” nel senso peggiore del termine, ha sicuramente contribuito moltissimo a quel “girl power” che oggi tutte vediamo di buon occhio, perché non è né prevaricatore né snaturante. Il bello del personaggio è la sua crescita emozionale: da ragazzina un po’ svampita ed inesperta, si trasforma nel corso delle sette stagioni, a giovane donna responsabile il cui destino soprannaturale è a volte più semplice rispetto ai “drammi casalinghi” e all’amore, che fa capolino nei modi più inaspettati.

Come tutte noi Buffy soffre, specie quando crede di aver trovato la stabilità e poi viene smentita dalla vita stessa. In amore è quanto mai sfortunata (ma su questo tornerò tra poco), ma sembra che sia il prezzo da pagare per poter essere “speciale” (Buffy zitella, alè alè!).

I dialoghi brillanti, l’umorismo incalzante, le trame mai scontate sono alla base di un successo clamoroso e durevole nel tempo. Ancora oggi, questo telefilm è nella top ten degli appassionati e viene ricordato come pietra miliare dell’intrattenimento televisivo. Ancora oggi sono attivi siti internet e forum di discussione dedicati, nonché una diatriba che dura da secoli tra le “Bangel” e le “Spuffy”. Non sono diventata scema: è che si definiscono così le sostenitrici della coppia Buffy & Angel nel primo caso, Spike & Buffy nel secondo.

Quanto a me, forse si sarà evinto tra le righe di questo post- fiume, io sono decisamente una Spuffy. Per carità, non è che Angel (il bel David Boreneaz) mi faccia schifo, ma…il suo personaggio è troppo prevedibile. Troppo principe azzurro. Sai già che, in qualunque caso, Angel agirà nel modo giusto, se occorre anche sacrificando se stesso. Per citare il mio adorato Spike, Angel è emozionante come una lampada da tavolo!

Vogliamo mettere con un vampiro con il look di Billy Idol, in principio cattivo fino al midollo, ma che poi si scopre essere stato – in vita – un poeta incompreso e quindi crolla sotto le armi di un amore non corrisposto, combatte per esso fino a riconquistare l’anima, il tutto senza mai cadere nel melenso, ma anzi con un umorismo trascinante? Spike è tutto questo. Ed inoltre, dirò di più, molte sostengono che Angel sia stato il vero amore di Buffy e Spike solo un riempitivo, ma non è così, secondo me. Angel è l’amore immaturo, quello che sembra perfetto e che si sgretola davanti alle difficoltà e alle incomprensioni. Spike, invece, è l’amore inatteso, quello vero, quello che Buffy, per la prima volta, non riesce a gestire. Il loro sentimento va oltre le affinità di carattere, oltre il dovere, oltre la morte. E’ per Buffy che Spike si sacrifica, non certo per il mondo intero.

Spike sbaglia, fa casino, si arrabbia, piange e ama come gli umani del telefilm non riescono a fare. E’ il personaggio decisamente più memorabile e sfaccettato, benché tutti i protagonisti abbiano caratteristiche peculiari e si facciano amare per esse.

D’altronde Spike è anche il coprotagonista dello scambio di battute amoroso più bello di sempre:

Spike: Ascoltami… Sono stato vivo molto più di te e morto ancora più a lungo. Ho visto cose che non potresti immaginare, e fatto cose che preferirei non immaginassi. Non passo certo per una persona riflessiva, seguo il mio sangue, che non scorre esattamente in direzione del mio cervello. Così faccio un sacco di errori, una marea di scelte sbagliate, e questo da più di cento anni. Ma c’è una cosa di cui sono sempre stato sicuro… Tu! Ehi, guardami, io non ti sto chiedendo niente. Quando dico che ti amo, non è perché ti voglio o perché non posso averti. Non ha a che fare con me, io amo quello che sei, quello che fai, come ti impegni. Ho visto la tua gentilezza e la tua forza. Ho visto il meglio ed anche il peggio di te e capisco con estrema chiarezza quello che sei… Sei una donna fantastica, sei unica Buffy!
Buffy: Io non voglio essere unica…
Spike: Io non vorrei essere così bello e atletico, ma ognuno ha la sua croce.

(dall’episodio 20 della serie 7 – Toccata dal Male)

Se questo articolo fiume non vi è bastato vi consiglio di fare un giro su Wikipedia, nella pagina dedicata al telefilm, e soprattutto in questa pagina dove trovate alcune tra le citazioni più simpatiche.

Per tutti quelli che lo hanno visto, questo telefilm rappresenta un vero capolavoro. Chi non lo conosce…beh, è meglio che ripari al più presto questa falla!

Perché sbagliano ad ostacolare il filesharing

Il grande successo del post di ieri (grazie a tutti e a tutte!!!) mi ha indotta ad alcune spontanee riflessioni:

1° come serial-dipendente non sono la sola e –anzi – c’è chi sta peggio. Alé. Grazie. Un buon argomento da opporre a mio padre quando (ormai raramente) disapprova i miei interessi.

2° i telefilm americani sono un po’ come i cartoni anni ’80. Per quelli della mia generazione non c’è cosa più divina del trip nostalgico tra Candy Candy, i campi di Holly e Benji e Mazinga. Allo stesso modo, i serial stanno costruendo un substrato comune. Se dico “Buffy” – neanche fosse un interruttore – so di accendere lo sguardo ad un sacco di persone.

3° c’è un ringraziamento speciale che va fatto ad alcuni eroi: sono coloro che traducono e sottotitolano le serie in lingua originale e poi condividono AGGRATISSE il loro lavoro. Siti come Itasa, o Subsfactory dovrebbero ricevere il Nobel per la Generosità.

Quelle che invece, di questi ultimi, tempi non sono state generose per niente – come al solito – sono state le “autorità”. Leggende metropolitane vogliono che sia stata addirittura l’FBI a far chiudere Megavideo e Megaupload (e il modo ancor ci offende) da un giorno all’altro. E, sulla sua scia, molti altri siti di filesharing.

Il filesharing, questo spauracchio che demolisce il diritto di autore e manda sul lastrico centinaia e centinaia di poooooveri artisti affamati.

Che cavolata.

Prendiamo, ad esempio, un telefilm come il mio amato “Supernatural” (ma potete sostituire al titolo tutto ciò che desiderate e il discorso cambia di pochissimo): secondo i garanti per il diritto d’autore io avrei dovuto stare sveglia fino alle due di notte nelle sere d’estate, anche se il giorno dopo lavoro, perché Rai Due ha deciso che il telefilm ha contenuti non fruibili ad un pubblico adolescente. Quindi se avessi voluto vedere la serie avrei dovuto farlo con un ritardo di due anni e rischiando di morire di sonno (cosa ci capite voi a mezzanotte, sapendo che il giorno dopo alle sei siete in piedi? Io niente)…e il tutto a scatola chiusa! Ha ha!

Ora, a me  è capitato di stare alzata per godermi le avventure di Dean e Sam in italiano, ma solo ed esclusivamente perché le avevo già conosciute in originale e sapevo che meritavano il sacrificio. E per questo ho pure acquistato i DVD originali disponibili.

Non lo farei mai per una serie sconosciuta.

Quello che non è affatto chiaro alle “autorità” è che i siti di filesharing non sono una minaccia per gli autori, ma il modo più efficace di promuoverne il lavoro! Nessuno compra più a scatola chiusa, specie perché in un contesto sempre più globalizzato nessuno ha voglia di sottostare alle scelte dei pochissimi addetti ai palinsesti TV.

Sempre per fare un altro esempio: “Once Upon A Time“, ora in onda su Fox, non avrebbe fatto il successo che ha fatto SE non ci fosse già stato il passaparola di coloro che avevano già “testato” il programma e potevano parlare con cognizione di causa.

In poche parole, a lor signori, che pensano di risolvere tutto chiudendo un sito dietro l’altro, vorrei far capire una volta per tutte che si stanno dando da soli una clamorosa zappata sui piedi: l’alternativa – infatti – non si gioca tra usufruire di un prodotto gratuitamente oppure a pagamento (trattandosi di prodotti culturali si potrebbe aprire una discussione anche su questo, ma vabbe’…). No, l’alternativa è tra GUARDARE GRATIS o NON GUARDARE AFFATTO. Conoscere o non conoscere. E, se non conosco qualcosa, giammai acquisterò il DVD e il merchandising, andrò a vedere il concerto etc. etc.

Fatevi due conti.

E’ una malattia seria(l)!

I primi sintomi si manifestano, di solito, in giovine età e non sono particolarmente preoccupanti. Una puntata di Buffy qua, un episodio di Streghe là…alla fine che male c’è, sì, ormai ci ho vent’anni, ma cosa vuoi che sia, sì queste scacciano i demoni con la formuletta, quell’altra ammazza i vampiri, poi c’è quel figo di Spike…ma io smetto quando voglio.

Ecco, è questa la frase campanello d’allarme, che di solito si accompagna alla più matura: “E’ che i film sono quelli di trent’anni fa, Pretty Woman l’ho visto novanta volte…”

E ti ritrovi, a trent’eppassa, con una TV che ormai è un oggetto di antiquariato, che se non fosse per i tuoi genitori rimarrebbe spento for ever, mentre tu fai la radical-chic-snob-vip dichiarando: “Non guardo più la televisione, figuriamoci.” …e poi sotto sotto ti scofani una decina di serial americani.

 Voi ci scherzate, ma è una sorta di dipendenza.

In principio, dunque, fu Buffy L’Ammazzavampiri. Il fiume non sarebbe esondato dalle tranquille sponde di Italia Uno (orari improbabili e censure insostenibili), se la mia SuperAmica – che per onor di privacy chiamerò SuperAmica – non mi avesse regalato OPS tutte e sette le serie in DVD.

Questa è istigazione a delinquere, capito?

E se fosse finita lì.

Dopo Buffy è arrivato per posta Smallville. E a me Superman aveva sempre fatto ‘bastanza schifo, se non fosse che lì c’è pieno di bonazzi inauditi personaggi interessanti, tanto è vero che – guarda un po’ – oggi mi ritrovo con il nick name che si riferisce a Lois Lane. E per me Lois Lane sarà sempre Erica Durance, bellissima e simpaticissima (perché diciamolo, le Lois fumettistiche e cinematografiche stanno sulle palle a tutti).

Comunque, è dopo Smallville chela SuperAmica si è trasformata in SuperPusher. Il contagio è dilagato tanto che – per farla breve – mi ritrovo a seguire (in contemporanea con gli USA, sia chiaro, che in Italia i tempi sono biblici):

- SUPERNATURAL: il telefilm più bello di tutti i tempi, un mix di horror, avventura, mitologie varie, angeli, demoni e fighi da paura.

- THE VAMPIRE DIARIES: una vera sorpresa, per me che odio Twilight con una certa passione. Non che non sia a tematica adolescente, ma devo dire che gli sceneggiatori hanno sempre avuto la capacità di colpire il pubblico puntata dopo puntata con grandissime svolte di trama. E poi, per vivere a Mystic Falls ci vuole chiaramente il patentino di Fighezza Pazzesca.

.- TRUE BLOOD: vedi sopra (Patentino di Fighezza annesso), ma con tematiche più adulte e uno stile meno patinato. Adorabile. E il Licantropo della situazione (c’è sempre un licantropo nelle storie di vampiri!) fa veramente ululare.

- ONCE UPON A TIME: una bellissima sorpresa, questa produzione che arriva dagli sceneggiatori di Lost e che vede i personaggi delle fiabe intrappolati nella nostra grigia realtà. Infatti, sta scalando rapidamente molte posizioni della mia personale classifica.

- RINGER: è tra i pochi telefilm a tematica non soprannaturale che seguo (e che io mi annoio con dottori e poliziotti), ma devo dire che mi tiene incollata allo schermo. E’ la storia di una donna arrivata sul fondo del barile che, per fuggire alla sorte, prende il posto della ricca gemella, che crede morta. Un susseguirsi di colpi di scena elettrizzante. Anche se temo che la serie non verrà rinnovata perché gli americani sono uno strano popolo e preferiscono Jersey Shore.

- A GAME OF THRONES: un telefilm sorprendente, si direbbe che sia stato utilizzato un dispiegamento di mezzi hollywoodiani per portare sul piccolo schermo la saga letteraria creata da George R. Martin. Non ho letto ancora i libri, ma ho già capito una cosa: Ogni volta che chiedi al signor Martin quando finirà la serie lui ammazza uno Stark. Salva uno Stark: stai zitto!

- MISFITS: gli antieroi. Un telefilm politicamente scorretto, molto british (è l’unico non americano che seguo), decisamente divertente.

- THE SECRET CIRCLE: siccome sono orfana di “Charmed”, mi sparo anche questo, nei tempi morti. Non è il mio preferito, ma devo dire che un po’ di streghitudine manca sempre, quindi le avventure di Cassie Blake fanno a caso nostro. Cole Turner, però, era un’altra cosa.

-THE BIG BANG THEORY: scoperta recente (diciamo che è da quando ho smesso di vedere il Super Nerd. Forse è compensazione, ma l’ho sostituito con Sheldon Cooper. Chissà cosa direbbe Freud), ma spassosissima. Essendo una sit com è l’ideale da vedere prima di andare a nanna: dura solo 20 minuti per episodio e mette decisamente allegria.

Ora, rileggendo l’elenco (che non è completo, perché non vi voglio spaventare troppo) vi farete una domanda che anche io mi pongo: ma quando cavolo li guardo tutti sti telefilm, visto che la mia vita sociale non sarà spumeggiante ma è assolutamente normale?

La risposta è un grosso BOH. Forse, senza accorgermene, sono sonnambula e li guardo di notte. Di sicuro so che sono un passatempo piacevolissimo, spesso meno stancante dei libri e dopo una giornata di lavoro è bellissimo staccare un po’ dalla realtà e vivere qualche avventura sulle ali della fantasia più sfrenata.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 83 follower